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Google Newspass: ricerca online e contenuti a pagamento
Google sta testando una nuova piattaforma per integrare dei contenuti a pagamento nel proprio motore di ricerca. Questo sistema denominato Newspass permetterà agli utenti di accedere ai contenuti a pagamento con un solo click. Google quindi come filtro ‘universale’ del Web: da motore di ricerca a pubblicità online, da Web Tv a editoria.
Newspass è proposto come soluzione unica rivolta agli editori per monetizzare i propri contenuti visualizzati sul web (tradizionale e mobile). Gli editori possono inserire i propri contenuti nella piattaforma Google per vederli comparire nella pagina dei risultati del motore di ricerca. Gli utenti interessati potranno accedere al contenuto a pagamento con carta di credito e utilizzando il collaudato sistema ‘Google checkout’.
Google avrà il controllo totale della piattaforma e condividerà con i propri partner editori una serie di dati ‘sensibili’, come visite, traffico internet e tempo trascorso nella navigazione. Fra le caratteristiche più importanti di Newspass la possibilità di essere accessibile da qualunque dispositivo (pc, mobile e tablet) e di poter veicolare contenuti eterogenei audio, video e multimediali.
Vendita mobili e complementi arredo ‘WEB-ONLY’
Mentre l’economia mondiale sta attraversando un forte momento di crisi, aziende e consumatori stanno cercando delle formule efficaci per superarla. Il settore dell’arredamento ha subito il forte impatto della crisi, arrivando ad innescare operazioni mirate come gli incentivi statali per stimolare le vendite. Una formula vincente dopotutto sembra esistere: la ricetta ‘Web-only’ di Inmod.
La compagnia statunitense Inmod si occupa di produzione e vendita di mobili e complementi arredo moderni e, a differenza dei suoi principali concorrenti, non ha neanche un punto vendita e ‘punta tutto’ sul Web. Secondo A.Finkelstein (co-fondatore di Inmod) “Fondamentalmente credo che l’investimento in internet sia il miglior investimento possibile perché hai a disposizione un pubblico maggiore per le tue operazioni di marketing, migliore di qualsiasi punto vendita tradizionale”. Una decisione che ha dimostrato la sua efficacia lo scorso anno quando, mentre molti concorrenti erano costretti a chiudere, le vendite di Inmod sono aumentate dell’8%. La scelta di essere presenti solo nel Web ha permesso ad Inmod di ridurre i costi, migliorare i rapporti con i clienti e permettere la personalizzazione dei prodotti.
Il Web quindi come una formula anti-recessione, uno strumento maturo ed estremamente efficace capace di coinvolgere il consumatore e ottimizzare al massimo il servizio offerto. Potete trovare la sede di Inmod ad Hackensack (New Jersey), per i loro prodotti invece dovete andare qui www.inmod.com. Online.
Google abbandona Windows
Dopo lo scorso gennaio, quando ci furono delle intrusioni nei sistemi informatici di Google in Cina, l’azienda di Mountain View ha deciso di abbandonare l’utilizzo di Microsoft Windows. Secondo numerosi impiegati di Google (oltre 10.000 nel Mondo) l’azienda sta abbandonando il sistema operativo Windows perché ritenuto ormai troppo poco sicuro e facilmente esposto ad attacchi da parte degli hacker.
I dipendenti Google stanno lentamente passando a sistemi ritenuti più sicuri come Mac Os o il sistema operativo open-source Linux. “Particularly since the China scare, a lot of people here are using Macs for security”, afferma un impiegato. Non si è fatta attendere la risposta di Microsoft che attraverso il proprio blog ha tenuto a precisare l’evoluzione compiuta in ambito sicurezza con l’introduzione di Windows 7. La risposta piccata dell’azienda di Redmond continua inoltre citando il caso dell’università di Yale che ha abbandonato il progetto di adottare al 100% la tecnologia Google (Gmail e la suite Google Docs) proprio per problemi riguardanti la sicurezza.
Sebbene numerosi esperti, a partire da Charlie Miller, abbiano espresso un parere negativo riguardo il totale abbandono di Windows, sembra che Google sia inamovibile sulla sua decisione. Microsoft da parte sua non ha potuto che ‘rispedire’ al mittente le accuse di scarsa affidabilità del suo prodotto di maggior successo. Ora aspettiamo una risposta ufficiale dall’azienda di Cupertino.
Mobile Marketing: largo ai Mobile Coupons!
Una recente ricerca di Compete ha dimostrato come mentre gli utilizzatori del cellulare siano favorevoli ad azioni promozionali personalizzate, il mobile marketing non abbia ancora dar prova di tutte le sue potenzialità. Il mobile che solo un anno fa sembrava uno strumento troppo giovane per essere adottato a pieno dal marketing, ha una schiera di utenti maturi e pronti a guidarne la crescita.
Lo studio evidenzia come oltre il 36% degli utenti desideri ricevere coupons promozionali personalizzati sul proprio telefonino ma solo il 9% è stato raggiunto nell’ultimo anno da questo tipo di promozioni. In questo caso non solo sono gli utenti stessi a richiedere un ‘servizio’ ma hanno anche le idee molto chiare su come e cosa vogliono ricevere. Ecco quindi delinearsi delle richieste precise e ben definite: il 29% vorrebbe avere la possibilità di scannerizzare un codice sul prodotto per avere subito uno sconto, mentre il 26% vorrebbe delle offerte da poter salvare nel proprio telefonino ed utilizzare a piacimento in futuro. L’SMS si dimostra ancora come la scelta più facile per la comunicazione mobile con il 26% di utenti intervistati favorevoli, mentre il 15% si è dichiarato disponibile a ricevere qualsiasi formato di pubblicità sul telefonino.
Dopo un primo lento sviluppo sembra che il mobile marketing sia finalmente pronto a ‘dare i numeri’. E i questo caso sono tutti indubbiamente molto positivi.














